Paolo Perduca ci ha lasciati nella notte tra
il 22 e il 23 ottobre a causa di un incidente stradale. In queste pagine intendiamo raccogliere i ricordi
delle persone che, come noi, vivevano e lavoravano accanto a Paolo.
Il dolore di una mamma e di un papà per un figlio che viene loro improvvisamente
portato via per sempre non crediamo abbia confini delimitabili ed è tragicamente
uguale per tutti senza differenza di ceto, di colore, di latitudine.
E’ una parte di noi che viene dilaniata e sbranata e si spera solo che il
proprio piccolo andandosene almeno non abbia sofferto neppure per un attimo.
Eppure abbiamo capito in questi giorni che esiste un modo privilegiato di vivere
il dolore, e anche di questo dobbiamo ringraziare nostro figlio, perché
centinaia di persone hanno voluto testimoniarci la stima e l’affetto che hanno
per lui come professionista della musica, ma soprattutto come persona ed ogni
parola ascoltata o letta è stata “musica” per noi, una melodia triste ma pur
sempre musica.
Un ringraziamento particolare desideriamo rivolgere a tutti quanti attraverso
queste pagine hanno voluto testimoniarci la loro compartecipazione alla nostra
tragedia.
Alla sua famiglia “allargata”, Ettore, Mauro, Paolino e Max, che ci sono stati
fisicamente vicini fin dal primo tremendo giorno desideriamo dire questo: Paolo
è sempre stato un bambino, un ragazzo, un uomo sereno e ci era molto grato per
il fatto che gli avevamo reso possibile seguire le proprie inclinazioni
artistiche ed il suo viscerale amore per la musica senza frapporre malintesi
ostacoli sociali, ma mai lo abbiamo visto appagato, completo, ricco di progetti
e di idee come in questi ultimi due anni con voi. Eravate per lui molto più che
semplici compagni di lavoro: Paolo ci parlava continuamente di voi e noi vi
conosciamo molto più di quanto possiate immaginare.
Ognuno di voi gli ha regalato qualcosa rendendolo più completo e certo
altrettanto ha fatto lui: quando ci si capisce l’arricchimento è reciproco.
Continuate dunque ora “con lui” il vostro cammino che vi auguriamo felice e
ricco di soddisfazioni durevoli non solo artistiche ma soprattutto umane.
La nostra casa sarà per voi sempre aperta.
Mamma e Papà di Paolo
Sabrina
Occorrerebbero troppe parole per spiegare ciò che PAOLO ha rappresentato,
rappresenta e rappresenterà per me…ed invece non ne trovo – perché non esistono
– per descrivere il baratro di dolore in cui la sua improvvisa morte mi ha
scaraventata.
La sola parola che voglio scrivere è: GRAZIE.
GRAZIE alla meravigliosa famiglia di PAOLO che mi ha accolto fin da subito come
una figlia e mi tiene stretta nel suo forte abbraccio anche in questo straziante
momento.
GRAZIE a Ettore, Mauro, Paolino e Max con cui PAOLO ha condiviso musica,
passioni e progetti ma soprattutto amicizia vera.
GRAZIE a tutti gli amici, miei e di PAOLO, che si impegnano quotidianamente con
amore e dedizione commuoventi nell’impossibile impresa di lenire il mio dolore
disperato.
GRAZIE anche alle tante persone che pur conoscendolo poco o addirittura non
conoscendolo affatto hanno scritto per PAOLO e per chi soffre per lui parole di
partecipazione sincera.
Vi abbraccio tutti.
Sabrina
Egidio Perduca
fratello
Caro Paolo,
solo oggi esprimo un mio pensiero in questo spazio perché quando Ettore e tutti
i tuoi Stupendi Amici delle Custodie hanno azionato tutto il "meccanismo" ero
troppo rabbioso e sconvolto per parlarti....disperato e sempre più travolto
dall' Onda Anomala di affetto che, per mia fortuna, mi ha investito e portato
via da te, un te di carne ed ossa che ora non potrò mai più vedere e sentire. Tu
lo sai, abbiamo fatto tutto insieme, sai come io abbia voluto due figli vicini
solo per la stupenda esperienza di vita che abbiamo avuto noi due....eppure
quella notte potevo svegliarmi alle 4,45 per fare pipì ed accendermi una
lampadina che facesse sì che io ti telefonassi, per cambiare anche di un
nanosecondo il corso delle cose....e invece no, l'amore spropositato che provo
per te non ci ha salvati, io dormivo mentre tu morivi solo e stanco sull'asfalto
di un'autostrada, magari pensando ad uno dei tuoi innumerevoli progetti, o a
Sabrina o a qualche arrangiamento da terminare....già perché "...la notte è
fatta per dormire..." diceva spesso la mamma, ma tu di notte hai preparato
esami, scritto musica e compiuto le azioni più diverse, dormire, di sicuro,
poco! E dunque, di fronte ad un abisso tale, ad un orrore che nemmeno nella mia
più fervida e malata fantasia avrei potuto immaginare (...e sai come odio i film
del terrore...) mi trovo improvvisamente ed irrimediabilmente solo e mutilato di
una parte di me che conoscevo, alla quale mi appoggiavo, che adoravo considerare
insostituibile, che chiamavo a tutte le ore per segnalare un bel brano alla
radio o un bel film in televisione, l'unico possibile Virgilio dei miei figli,
l'unico musicista che poteva parlare con me solo con le note, l'unico compagno
di questa vita terrena che DOVEVA esserci fino alla fine....e invece te ne sei
andato senza nemmeno poter salutare....Certo ora starai pensando che sto
veramente esagerando, che ho una famiglia, la mamma ed il papà, una moglie
stupenda e due figli....ma vedi è la situazione che è esagerata, non io,
esagerato è il dolore ed esagerata l'ingiustizia di un fatto del genere,
sicuramente comune a tante Disgraziate Persone, ma, nella sua infausta dinamica,
denso di improbabile sfortuna ed offesa per la vita....un po' come se Qualcuno
ad un certo punto avesse detto "....fino ad ora avete patito troppo poco, troppa
fortuna, troppa unità, vi do io una lezione di vita....". Perciò, quando tutti i
moltissimi amici e parenti mi dicono frasi come "...adesso devi fare anche la
parte di Paolo...", oppure "...ora sei figlio unico..." oppure "...devi tirare
avanti con le tue sole forze..." io riesco solo a pensare ma per quale diavolo
di motivo è successo???? Perché solo, quando in principio era insieme, perché
unico, quando era in due? Infatti, il mio dolore sarà eterno e terminerà solo il
giorno in cui ti potrò incontrare ancora, non potrò dare la soddisfazione a Chi,
probabilmente, regola le Cose Terrene di vederti appannare nella quotidianità,
nelle stagioni che passano e nella vita "normale" che lentamente riporta tutti i
contorni in bianco e nero e trasfigura le forme ed i colori...IO SONO DISPERATO
e lo resterò per sempre e questo fantomatico Dio deve saperlo e vedere che
ancora una volta, su questa terra sono scesi sofferenza e tristezza e sono
fuggiti amore e lealtà! Tuttavia, il Rispetto sacrosanto per la vita e per te
stesso che avevi e dimostravi a tutti, mi impedisce di compiere atti dissennati
e volti a lasciarmi trainare da quel cavo che ci legava e ci univa anche quando
eravamo distanti, ma pienamente "in vita": ora all'altro capo di quel cavo non
ti vedo più, il "gancio" che ti legava è scomparso con Te e la fune ogni tanto
mi strattona, ma verso il buio e il "non vivere" e devo ben assestare i piedi
sul terreno dei miei figli, di mia moglie, del dolore di Sabrina per non
scivolare anche io nel crepaccio che ti ha inghiottito....In conclusione, al
contrario di Tutte le stupende Persone che continuano a mandare messaggi in
questo spazio, non posso dare un messaggio positivo o di speranza per me e per
gli altri, perché la cruda realtà è sconvolgente: posso solo dire che ringrazio
"i Tutti" vicini e lontani per averci permesso di Sopravvivere a tanto ed averti
ricordato come anche noi ti ricordavamo..... Tu, Paolo, intanto sai bene che
nulla mai sarà più come prima!
Con amore e dedizione tuo fratello Egidio
Ettore Diliberto
Cantante
Custodie Cautelari
E così, adorato Paolo, proprio tu te ne vai.
Il vuoto che lasci è incolmabile, il dolore è inconsolabile, l’orrore di questo
destino è irredimibile.
Siamo affranti e spaesati, tu sai che mai come ora, morire era l’unico modo di
andartene da questo gruppo, il tuo gruppo al quale avevi saputo affinare il
carattere con il tuo talento.
Il fuoco dell’entusiasmo che ti ha pervaso in questi anni con noi è stata la più
grande lezione di vita, il tuo equilibrio era per me il buon esempio, la tua
arguzia faceva di te un compagno di conversazione e di viaggio unico e
insostituibile, ogniqualvolta si volesse alzare il tiro della conversazione,
ogni volta che cercavo un commento maturo ed equilibrato.
Eri sicuramente il più affidabile di tutti noi.
Ci lasci il tuo senso della tolleranza, la tua autoironia, quella di tutte le
persone depositarie del talento, del genio e di quell’intelligenza che fa
mettere al primo posto le proprie azioni piuttosto che se stessi.
Ho provato un dolore altrettanto insopportabile, solo quando sedici anni fa ho
perso la mamma, il dolore angoscioso di chi perde un proprio punto di
riferimento in modo così crudele.
Sembra impossibile doversi rassegnare a non avere più la fortuna immensa del tuo
sostegno.
E’ inaccettabile anche la sola idea di smettere di disperarsi.
Questa sciagura incalcolabile, ci priva tutti di un pezzo della nostra vita,
come un vetro ormai infranto, quel pezzo della nostra vita sei tu.
Sapessi quante volte, in viaggio, magari poco prima di vederti, noi ci
guardavamo in faccia e ci ripetevamo stupiti, quanto eravamo stati fortunati ad
avere te.
Ora che ci hai insegnato a non accontentarci e a cercare incessantemente i
nostri limiti, per superarli, l’idea di perderti mi schianta in un limbo fatto
di dolore, di incertezze, di accidia alla quale tu sicuramente avresti voluto
che reagissi.
Ci proverò, cercando di continuare a piacerti.
Le cose belle che hai detto di me ai tuoi meravigliosi genitori ed a Sabrina, la
tua dolcissima compagna, mi dimostrano ancora una volta quanto fosse sensibile e
delicato il tuo carattere, difficile sentirsi alla tua altezza, per me
impossibile.
La tua determinazione a mantenere un basso profilo, in antitesi con il
l’irragionevole esibizionismo di questi tempi in cui la mancanza di qualunque
talento viene addirittura ostentata, suona come un insegnamento, dal momento che
ognuno dei tuoi piccoli e grandi gesti nascevano dalla straordinarietà della tua
persona.
Tutto quello che hai fatto per noi è stato straordinario, sei stato un
benefattore che non potrà uscire così facilmente dalla mia vita, come invece le
circostanze vorrebbero insinuare.
Per quanto doloroso sarà inevitabile cercare un pezzetto di te in chi è stato
così fortunato da portare il tuo stesso sangue e il tuo medesimo stile di vita,
tuo padre Giuseppe, tua madre Giovanna, tuo fratello Egidio, la tua compagna
Sabrina.
Sarebbe stato più giusto fosse capitato a me, che non ho avuto il tuo stesso
rispetto per la vita, la stessa gioiosa armonia con le innumerevoli possibilità
di scelta che a volte ci dà.
Forse, cercare di diventare migliore, potrà essere uno dei pochi modi per
portare nella pratica, quello che tu ci hai regalato senza chiedere nulla in
cambio.
Ti ho sempre voluto bene.
Ettore Diliberto.
Mauro Isetti
Bassista
Custodie Cautelari
Da fuori è difficile capire il legame che si stringe tra cinque
persone di un gruppo come il nostro: viviamo per gran parte della
settimana, 24 ore su 24, gomito a gomito e anche quando si è
a casa ci si sente in continuazione, per decidere “a che ora ci si
vede domani”, sapere come “vanno le supplenze di Sabrina” o
come è andato “il cesareo della Nico”……
Siamo una “famiglia parallela”, e sabato se ne è andato un fratello.
Il dolore per la sua scomparsa è indescrivibile.
Ci lascia una persona speciale.
Trovo riduttivo ricordare il suo talento che ci ha portato a fare
un indiscutibile salto di qualità; il Paolo musicista è stato
sotto gli occhi di tutti in questi anni.
Voglio ricordare il Perduca sconosciuto ai più, quello che diceva:-
“l’anonimato è la mia massima aspirazione”-, che evitava ogni tipo
di esibizionismo, che amava la musica nel suo valore più alto.
In questi anni ho avuto la grande fortuna di averlo come compagno
di viaggio nei nostri lunghi spostamenti: si è creato tra noi un legame
straordinario. Non ce lo siamo mai detti, io l’ho sempre pensato,
Sabrina me lo ha confermato oggi, ne andrò fiero per sempre.
Caro Paolo, grande feeling c’è stato subito anche coi miei bimbi:
ogni volta che sono in giro, Giovanni mi chiede di Peddduca ……quante
volte te l’ho passato al telefonino…. Per non parlare di mia moglie
Nicoletta,…. voi e le vostre manie dei “numeri a memoria”…….e quante
volte ci raccontavamo dei progressi di Giovanni e del tuo nipotino
Samuele.
E’ stato un vero onore confrontarsi con un vero “libero pensatore”,
fuori da tutti gli schemi preconfezionati, una persona di un rigore
etico-morale raro, un uomo dall’intelligenza sopraffina, dallo humour
sagace, dal linguaggio pungente e variopinto.
E……la discussione per me non finiva al mercatone dove lasciavamo le
macchine ma mi scuoteva l’intimo per giorni interi.
Paolo, nel poco tempo in cui ci siamo frequentati mi hai fatto il
più bel regalo che si possa fare: mi hai fatto crescere! Di questo
te ne sarò riconoscente in eterno.
Il tuo modo di affrontare le cose lo porterò sempre come esempio!
Dal punto di vista religioso siamo sempre stati di parere opposto:
tu ateo convinto, io fervido credente; stavolta spero proprio di aver
ragione io , così ci si rivede.......... d’altronde sei tu che sabato
scorso mi hai detto che prima o poi tra musicisti ci si ritrova sempre
(…….lo so che il contesto era diverso…)….
Grazie
Mauro Isetti
Max Muller
Batterista
Custodie Cautelari
Ciao Paolo.
"Ci vediamo
oggi alle 16,30 al solito posto".Queste sono state le tue ultime
parole prima di salutarci.
Non avrei
mai immaginato che finisse così. Quando l'ho saputo non ci volevo
credere. Sembra impossibile che le cose possano succedere così all'improvviso.
Ancora non capisco perchè Dio abbia voluto prendere proprio te, troppo
presto! Avevi ancora tante cose da dire e da fare. Pieno di energia
e creatività.Anche se ultimo in ordine d'arrivo sei sempre stato un
riferimento per me, ti chiedevo spesso consigli, non solo in ambito
musicale, e tu eri sempre ben disposto a darmeli.
Durante i concerti seguivi anche noi e ascoltavi attento. Spesso sapevi
farmi critiche o complimenti sempre molto costruttivi. Mi mancherà
il tuo umorismo ironico e intelligente, la tua calma unica ed originale.
Eri il musicista ideale per il nostro gruppo.
Un ottimo artista di grande umiltà, cosa ormai rara da trovare. Ovunque
tu sia spero che la Musica sia sempre con te e che tu possa vegliare
su tutti noi. Ti vorrò bene per sempre
Max Muller
Paolino Zanetti
Chitarrista
Custodie Cautelari
.... e puntualmente in ritardo arrivo anch'io.
Ma cosa dicono? Te ne sei andato?!?
No, no è vero, perchè quelli come te non se ne vanno mai!
Ti ho visto nella dolcezza di tua mamma, nei gesti di tuo papà, nelle parole di
Sabrina, nella voce di Egidio... ed io per un attimo ho chiuso gli occhi e tu
eri lì, che mi sorridevi come sempre.
In questi giorni non ho pianto perchè come dicevi: "serietà e professionalità
sempre e comunque"; è stata dura ma mi ero prefissato la parte di quello che
regge la situazione (dato che hai fatto piangere anche il Capo.......) - e non
ridere! - però ora che ti sto scrivendo qui, solo nella mia camera, devo
confessarti di avere inzuppato il fazzoletto. Sì, perchè tu per me non eri solo
il tastierista della band, ma come Ettore, Mauro e Max, sei stato soprattutto un
fratello maggiore.
Io sono il più piccolo del gruppo, sono figlio unico, ed ho sempre visto in voi
un punto d'appoggio, un riferimento da seguire e poi lo sai, con te c'è sempre
stato fin dall'inizio un bellissimo rapporto sù è giù dal palco, e molti momenti
indimenticabili, come quel giorno a Tortona con Paola e Sabrina.
Spesso dicevi che noi due eravamo in simbiosi dato che i miei amplificatori e le
tue tastiere si fondevano in un puzzle impossibile da risolvere, e anche quando
di spazio ce n'era in abbondanza......... niente da fare, sempre vicini!
E poi quante risate, quanti scherzi, e le ore passate a parlare di strumenti,
computer, arrangiamenti, canzoni di cui tu conoscevi sempre
autore-album-cantante-casa editrice..... incredibile (anzi ..."avvincente"... e
sai il perchè). L'unico che compilava il borderò mettendo gli autori reali dei
brani suonati; e quante volte ci hai ripreso per il nostro inglese.
Ora ti lascio andare, anche se li tuo tempo qui con noi non era ancora scaduto,
perchè sò che avrai altre cose da fare, altra musica da suonare...... Prince,
James Taylor, Scott Henderson, Joe Zawinul......
Ti voglio ricordare così, come l'ultima sera passata inseme e come sempre, su un
palco a suonare e tu che mi sorridi mentre ti punto la chitarra dopo l'assolo
degli AC/DC (tanto con le cuffiette nuove no avrai sentito neanche una nota)
perchè poi tocca a te, c'è il tuo assolo: come lo farai questa sera? più rock
alla Deep Purple o più fusion alla Corea..... io spero userai l'hammond
distorto, ma non importa, sarà comunque uno splendido assolo.
... e ti saluto così come eravamo abituati a salutarci ogni settimana: ciao
PietroPaolo Pierduca (ah,ah ....avvincente!)
Ciao fratellone,
il tuo amico Paolino.
Daniele Brian Calabria
Collaboratore Custodie Cautelari
Ho deciso di lasciare le cose tetre e scure fuori da questa pagina,
se ti ho conosciuto abbastanza, credo che ti possa far piacere, all'inizio pensavo
di dover costruire questa pagina interpretando il pensiero di tutti, poi mi
sono reso conto che ora dobbiamo solo andare avanti come avresti fatto tu...
Non ti ho mai nascosto la mia ammirazione, ti ho sempre detto che mi dispiaceva
che tu fossi arrivato in un momento in cui io avevo meno tempo rispetto al passato
da dedicare al gruppo, sono veramente felice di avertelo detto, perché in questi
momenti sono le cose non dette che fanno più male... Mi vengono in mente le tante
volte che parlando con uno qualsiasi dei ragazzi poi si finiva a parlare di
te, senza mai riuscire a trovare le parole giuste per definirti, proprio perché
eri indefinibile, sia come uomo che come musicista, parlare di te scatenava
sempre in tutti lo stesso entusiasmo trascinante che solo pochi sanno dare...
Parlare con te poi poteva essere anche un impresa ardita, era facile perdere
l'orientamento tra i discorsi o rimare spiazzati... Ti ho visto entrare nel
gruppo e cambiarlo, l'hai arricchito e fatto crescere, senza far rumore stando
sempre al tuo posto, eri l'ultimo arrivato, quello che in teoria dovrebbe "adattarsi"
e seguire gli altri, invece, probabilmente senza neanche volerlo, ti sei trovato
ai primissimi posti della carovana... Nel trambusto di queste ore solo una cosa è chiara
e lampante: chiunque facesse il tuo nome l'ho sempre e soltanto sentito parlare
di una persona buona, dolce ed onesta... Vorrei che tutti portassero avanti
questo pensiero per sempre...
Ciao Paolone...
Brian
Massimiliano Perduca cugino
Purtroppo noi viviamo
come se la morte non ci sfiorasse e invece fa parte della nostra vita,
è la cosa più sicura che abbiamo!... come se fosse la fine e invece
non ci rendiamo conto che non è altro che il
principio... la morte è solo un passaggio... che la nostra condizione
di esseri umani, senza la luce di Dio che è l'origine della nostra vita,
rende così tragica e inquietante...
Addio Paolone, compagno di note, amico di notti, cugino sincero.
La Zia Nella
Cosa può dire una zia
sul proprio nipote?
Tanto, tantissimo, perché per me Paolo non era solo un nipote, ma era
anche un amico, insomma era... Paolo.
Mi sono trovata a parlare con lui per delle ore e poi a chiedermi come
avesse fatto un ragazzo così giovane ad aver voglia di ascoltare una
persona con tanti anni più di lui, ma lui era Paolo e mai un istante
ho sentito nella sua voce fretta o stanchezza o desiderio di smettere,
ma solo comprensione e impegno per cercare di farmi capire e aiutarmi.
Paolo era un tesoro che non mi vergogno di dire, che ho invidiato a
mia sorella ed ora sento un grande vuoto in me. Se veramente c'è una
vita dopo la morte ora mi sta ascoltando: "Paolo, ti prego, aiuta
tua mamma, che di tutti noi è quella che soffre di più"
La zia Nella che ti ha voluto bene come a un proprio figlio.
Stefano cugino
Ciao Paolo! Eccomi qui a parlarti tramite
un computer e non faccia a faccia come facevamo spesso nelle estati
passate insieme.
Che belle giornate passate insieme a partire da quando eravamo piccoli
che ogni giornata di sole era buona per una partitella a pallone e tu
grande portierone che saltavi da un palo all'altro,oppure le nostre
partite a beach volley....eravamo imbattibili o quasi!
E le serate a fare le "vasche" per la Via Aurelia ad Albissola o per la
via del centro a Tortona.....
Ti ricordi la sera quando tornavamo da una serata.....io, te e Egi a
mangiare pane e salame....
Quanti bellissimi ricordi ci sarebbero da citare,ma non sarebbe più solo
un piccolo pensiero.
Ora te ne sei andato, ma hai lasciato una piccola impronta di te su
ognuno di noi e te ne saremo sempre grati
Ieri in Chiesa ho visto una cosa stupenda e di cui ne devi essere fiero:
una platea di gente che ti ha amato e ti amerà sempre perchè le persone
uniche non si dimenticano MAI!!!!!
Ti voglio bene ciao!!!
Tuo cugino Stefano
Nicoletta Bevilacqua
Isetti
Stesse manie, stesse
considerazioni.
Stesse manie
Sguardo profondo, lontano, a traguardare il mondo.
Schivo, silente, ad assorbire gli umori di ciò che ti circonda.
Osservatore del mondo e compagno di giudizi,
lapidari, trancianti e spesso controcorrente.
Acuto osservatore di ciò che accade intorno.
Rara predisposizione, la tua, a scrutare dentro alle persone.
Pungente e consapevole ironia
di chi conosce il mondo e odia le apparenze.
Opinione, la tua, sempre personale ed originale
filtrata e rifiltrata attraverso meandri di contorti ma compiuti ragionamenti.
Rigidità, forte ma resa caduca da una irriducibile distrazione.
Le chiavi, maledette chiavi
I numeri, che fissa.
Ricordarli tutti a memoria per esorcizzare l’ignoto.
La tua voce, calda, tranquillizzante
adorata dai bambini.
Finalmente, da un anno, un complice, un compagno di manie mi faceva
sentire meno strana.
Una persona discreta, vicina e leale.
Da sabato sei solo nel mio immaginario.
Dovrò io stessa creare le tue risposte alle mie domande. Sai che casino!
Credo che spesso ti rivolgerò i miei quesiti ed a te chiederò conforto.
Ora più che mai, sono consapevole di quanto fossi importante per me
e per le persone a me più prossime. Ho un marito disperato ed un figlio
non al corrente della tua trasformazione; cosa gli dirò di te, della
tua focus, delle tue chiavi quando me lo chiederà? Accetto tue illuminazioni
in proposito. Dai…ora le puoi fare!
Ciao Paolo, amico caro
Nicoletta Bevilacqua Isetti
Alessandra Bazzani compagna di Ettore Diliberto
Ciao Paolo.
Noi ci siamo conosciuti il giorno dei provini, ricordo arrivasti con un ora di
anticipo.....
capelli raccolti, occhiali ed una t.shirt con disegnata la torre Eiffel.
Devo ammettere che la prima cosa che ho pensato è stata: “ troppo un bravo
ragazzo”,
era evidente.
E così, più ti conoscevo e più mi chiedevo come cavolo facesse uno come te in un
ambiente come questo. Sai benissimo di cosa sto parlando...
Tante volte ti sei trovato in situazioni che non ti assomigliavano affatto, ma
la cosa non ti ha mai disturbato.
Sempre disponibile, paziente e attento......cose che non si trovano da
Musicalbox.
E le volte che ero, diciamo inadatta al palloncino, tu hai guidato la mia
macchina, sempre rispettoso e senza farmi sentire a disagio,
mi chiedevi se era il caso che guidassi, visti i tacchi alti!
Sì, eri proprio un bravo ragazzo.
Non vorrei metterti in ridicolo, ma eri un’ottima casalinga, se mi distraevo un
attimo mi ritrovavo il tavolo spreparato,
i piatti in lavastoviglie, poi, puntualmente, prima di partire, le lenzuola
piegate........che tesoro!
Quante cose ci hai lasciato......ti piaceva vivere intensamente le giornate,
assaporando ogni attimo,
quasi come sapessi non ti sarebbe bastato il tempo......
Ciao Angelo.
Alessandra Bazzani
(compagna di Ettore)
Ricky Portera
Chitarrista
Notte delle Chitarre
Luci, frastuono, abiti sgargianti.....sembriamo eroi di qualche
poema epico, di qualche racconto leggendario dove l'immaginazione fa da padrona.
Siamo eroi da ammirare, da amare, da invidiare........no... siamo uomini, con
tutte le prerogative degli esseri umani...gioie e dolori da non fare trasparire,
anzi da nascondere nell'antro più profondo della nostra anima. Stanotte se ne
andato Paolo Perduca, tastierista, amico, delle Custodie Cautelari, tastierista
che ci supportava nella Notte delle Chitarre, quel "maledetto" camion
ha messo fine al suo essere eroe, ha messo fine ad un altro messaggero di fantasia
ed emozione. Eravamo un pò sospettosi all'inizio di questo "stare troppo
al tuo posto", ma poi hai saputo trasmettere quella grande umanità e quella
grande bontà che ti portavi dentro. Piangono i nostri cuori, che si uniscono
e si tengono stretti a quelli dei tuoi genitori. Paolo, ora suonerai nella grande
band che Dio organizza per ognuno di noi....vestiti dei tuoi abiti migliori
e prepara il repertorio che un giorno suoneremo insieme. E noi ora?...."the
show must go on"....MALEDIZIONE.
Arrivederci amico
ricky portera
Giuseppe Scarpato Chitarrista
Notte delle Chitarre
...basta guardare anche una soltanto
di queste foto di Paolo per scorgere la gioia di vivere e l'amore
per la musica che portava dentro e che trasmetteva ad ognuno di noi
con il suo sorriso. La notizia della sua scomparsa è stata un pugno
nello stomaco per me e Isabella, e l'idea di non rivederlo più fa
star male.
La prima
volta che ho suonato con Paolo ho provato una strana sensazione, c'era
un affiatamento che di solito si crea tra musicisti che suonano insieme
da anni, eppure lui riusciva a dare una sicurezza tale che tutti sul
palco sembravamo più rilassati, tranquilli e sicuri.
Questa
era soltanto una delle sue innumerevoli qualità, mi vengono in mente
tantissime parole per descriverlo: lui era onesto, concreto, geniale,
generoso, affidabile, sempre presente e una garanzia per tutti. Ogni
persona che lo ha conosciuto sa che questa lista potrebbe non finire
mai, ed esser piena soltanto di buone parole.
Ma Paolo era le poche parole giuste dette nel momento giusto, le poche
note importanti su cui si regge tutto, e quindi sarà facile per me
ricordarlo in silenzio, pensando a tutte le cose belle della vita
ascoltando la sua musica, che d'ora in poi avrà ancora più valore
per me.
I migliori se ne vanno via sempre troppo presto e lasciano un gran
vuoto in noi...non ti dimenticherò.
ciao ragazzo
Giuseppe Scarpato
Maurizio Solieri
Chitarrista
Notte delle Chitarre
Di Paolo mi piace ricordare,
al di la' degli indiscutibili valori artistici, il suo viso (come solevo
dirgli scherzando) da Ufficiale della cavalleria Sabauda, o da quadro
dell'Antenato che si staglia sul camino del XVIII Secolo, col suo passo
marziale che sta per incocciare un tavolino che, irrimediabilmente,
gli procurerà una "TIBIATA PAZZESCA"!!!! Perennemente alla
ricerca del rivolto "giusto" per qualche standard di Jazz,
quanto abbiamo riso della sua dimenticanza del giubbotto sul tetto della
macchina che andava, andava verso l'ennesimo ristorante. Ti voglio ricordare
così, con allegria, come un piccolo Mozart-collegiale, che leggeva astrusi
tomi in Inglese Arcaico su Shakespeare, mentre noi dissetavamo di gnocche
e piaceri. E scusami per quella volta che ti ho lanciato l'asciugamano
in piscina, era per gioco, d'altra parte non sono cresciuto in un collegio
di Orsoline, ho sempre cercato di trovare una giusta via tra i deliri
della vita in tour e il piacere di chi non sbaglia i gerundi o i congiuntivi.
Dedicaci un grande solo di piano da lassù, tra i grandi di New Orleans!!!!
Maurizio Solieri
Radio PNR
Ciao PAOLO dai Tuoi Amici
della Radio
23 Ottobre 2004
Oggi è una sera strana, malinconica, particolare... forse troppo breve.
Sono alcuni giorni che fa caldo qui nella nostra città, un senso di
primavera arriva dentro di noi, un sorriso sincero esce dai nostri visi,
senza sapere, senza conoscere..il destino di ognuno di noi. Un collega-amico
ha preso il volo verso un luogo che noi ancora non conosciamo, senza
dire niente verso le 5 della mattina è volato via come la più bella
rondine in una giornata di primavera, senza avvertire nessuno, senza
dire niente, senza parole... e noi qui ad aspettarlo ancora come una
canzone da cantare, come una poesia da recitare e come una musica da
suonare. Per sempre caro Paolo rimarrai insieme a noi, nei nostri Cuori
e nei nostri Ricordi, nei nostri pensieri e nella nostra Vita per Sempre
insieme. Nessuna frase può descrivere come ci sentiamo noi della Radio,
ci guardiamo intorno e ci chiediamo "perchè proprio tu?" Ma
non ci sono risposte a questa domanda, ci sono solo tanti silenzi, tante
immagini, tanti sorrisi, attimi dove eri presente, la tua voce risuona
ancora in noi come una melodia, i tuoi occhi ancora davanti ai nostri
visi ovunque andiamo.Tu che amavi la musica, anzi, vivevi per la musica
a tempo pieno. Non solo tramite le frequenze di PNR, ma anche e soprattutto
suonando con vari gruppi e in vari ambiti, eri uno dei pochi a non avere
problemi a passare dalla classica al jazz dal rock al pop e all'rnb,
tua vera passione, cercando di apprezzare il meglio di tutti i generi
senza pregiudizi. Sei stato per noi un grande collaboratore e un grande
amico, tutti ti ricorderanno nel tuo spazio mattutino "Caffè Espresso":
PAOLO PERDUCA (IL DUCA) un soprannome dato dagli amici durante il servizio
militare.
Un saluto e un forte abbraccio …e come diceva Renato Zero:
“Il silenzio è un palco deserto
una canzone interrotta,
ci aspettavamo una stagione più giusta
un tempo ideale per riprendere fiato e ripartire più decisi che mai
invece c'è un posto inspiegabilmente vuoto una ingiustificata assenza
eppure restiamo stretti stretti per non accettare supinamente il peso
di un altro malinconico addio. Questo vuole la musica, nessuna interruzione!
La tua voce perciò risuona ancora più netta e prepotente
in questo sterile Ottobre difficile da dimenticare...”
Cristina Giunco e tutti gli amici della Radio.
Roberto Soggiu Orchestra Jazz della Sardegna
Non dovrebbero esserci
parole, in un momento come questo, se non la consolazione di essere
stati
in contatto con Paolo. Non dovrebbero, ma ci sono.
Non ci siamo mai incontrati personalmente, io e Paolo,
ma abbiamo scambiato telefonate e tante e-mail, così che era nata una
bella amicizia con una persona splendida.
Paolo aveva partecipato al concorso organizzato dall'Orchestra Jazz
della Sardegna, e durante lo scorso mese di settembre, per impegni di
lavoro, non aveva potuto essere presente alle serate
finali del concorso. Ci eravamo poi sentiti un sacco di volte, anche
nei primi giorni di questo mese, perchè Custodie Cautelari avrebbe dovuto
esibirsi in concerto qui a Sassari, e quindi finalmente avremmo potuto
incontrarci,cosa che divenne impossibile dopo la morte del fratello
di uno degli organizzatori della serata.
Eravamo entrambi avviliti per quanto accaduto, e nell'ultima mail, di
poco tempo fa, riflettevamo su quanto il destino possa essere crudele.
Appunto.
Da parte dell'Orchestra Jazz della Sardegna e da parte mia volevo solo
esprimere il profondo dispiacere per la perdita di una persona intelligente,
buona e simpatica, oltrechè di un valido musicista.
Roberto Soggiu
Orchestra Jazz della Sardegna
Mimmo Camporeale
voglio unirmi ai ragazzi
delle custodie ai colleghi musicisti e alla famiglia ed esprimere tutto
il mio rammarico per la grandissima perdita!!! ci siamo conosciuti poco,
ma mi ricordo un particolare bellissimo una volta mi hai fatto usare
le tue tastiere e io dissi: "ma non c'e' il monitor" mentre
finivo la frase avevi gia' collegato la cuffia al tuo mixer e mi dicesti:
"usa questa!!!" un piccolo gesto di una grandissima persona
e di un ottimo musicista. ciao"fratello tastierista"
ciao paolo!!!
mimmo camporeale
E. G.
La notizia mi è arrivata
sabato mattina, verso le 10. Una delle persone che più stimavo, come
amico, come musicista ci ha lasciato. Non ho parole per esprimere il
dolore, lo choc, ma, peggio ancora, non ho parole per dire ciò che Paolo
era per me. Dieci anni insieme in conservatorio, ambedue nati il 13
marzo, solo io nel 1974. Almeno per questo ci sentivamo regolarmente
in quella data, per scambiarci gli auguri. La grande distanza a cui
abitavamo non ci permetteva molto di più.
Paolo era la persona che avrei sempre voluto essere: positiva, gentilissima,
sempre, dolce, pieno di amore per la vita e la musica, scherzoso...
So che tutte queste parole possono sembrare banali a chi non lo conosceva,
so che quando qualcuno ci lascia, queste parole sono un rito dovuto.
Ma per Paolo non è così. Non sto a parlare dell'ingiustizia di un simile
avvenimento. Le domande "perché proprio lui", ce le siamo
già poste, e putroppo rimarranno sempre senza risposta.
Spesso pensavo a Paolo come una persona che non finisce mai di stupirti,
per quello che dice, per quello che fa... Con lui si poteva parlare
di tutto, lui era una delle rarissime persone che in ogni momento ti
danno qualcosa di bello, qualcosa di cui si aveva bisongno. Mi ricordo
della sua umiltà, e mi stupivo sempre di come una persona così stupenda
e dotata, potesse essere così umile... forse proprio perché era così
stupenda. Non potrò venire al funerale. Ma lo stesso voglio dire alla
famiglia, e a Sabrina, quanto io mi senta vicino a loro. Vorrei scrivere
molto di più. Ricordare i corsi di organo, dove affogavamo nelle risate.
Vorrei scrivere di come ti ho sempre invidiato perché tu sapevi suonare
jazz e io no, e come adesso, ogni volta che sento questa musica ti penso,
prima con invidia e ora con una stretta al cuore. Mi sono messo anch'io
a fare jazz, lo sai, e ogni volta pensavo a quanto vorrei saperlo suonare
come te. Mi scuso se ciò che scrivo è confuso e ripetitivo, ma scrivere
col nodo alla gola e le lacrime agli occhi non è facile. E meno facile
è mettere ordine nella grande quantità di pensieri che mi rutilano in
testa, perchè ho la certezza che per qualsiasi cosa io scriva, tantissime
rimarranno non dette...
Paolo, mi mancherai, tanitissimo...
E. G.
Lara Acerbi
Radio PNR
Sono Lara,
una collega della radio di Tortona...
Ho pensato e ripensato a tutte le volte che entrando in radio, bussavo
alla porta dello studio dove stava trasmettendo e lui col suo bel sorriso
ricambiava il mio saluto...ecco adesso non succederà mai più. Ed è questo
"mai più" che fa malissimo. Cerco sempre di lasciarmi porte
aperte nella mia vita perchè odio non poter tornare indietro e perchè
odio ancora di più la parola "mai". Ecco, la crudeltà del
destino mi mette davanti al fatto compiuto ma non credo di aver ancora
accettato e non so quando troverò la forza di farlo. Paolo era un esempio
di correttezza, gentilezza e disponibilità. E' troppo doloroso, troppo
crudele, troppo beffardo da accettare. Rimane la consolazione di aver
avuto l'onore ed il privilegio di aver conosciuto una persona meravigliosa.
Gli ho voluto bene e spero di essere stata capace di lasciargli anch'io
un ricordo di me, proprio come ha fatto lui. Un ricordo vero e profondo,
un ricordo che non si cancella...il ricordo di un amico.
Ciao Paolo, ti abbraccio
Stefano Brocchetti, compagno
di banco di Paolo, giornalista.
Conosco bene Paolo e so quanti accidenti mi tirerà adesso
che scrivo un “coccodrillo” per lui. In verità so per certo che Paolo
non mi mancherà mai, poiché la sua trasparenza e la sua saldezza nei
principi mi ha permesso di conoscere così bene il suo carattere, il
suo modo di fare, il suo pensiero così che in qualunque situazione
in cui mi troverò ad essere so per certo come lui mi avrebbe consigliato
di agire o cosa ne avrebbe pensato. Questo perché abbiamo sempre avuto
un rapporto diretto, sincero, profondo, così chiaro e intenso che
ognuno di noi era diventato patrimonio dell’altro. E tutto questo
per merito di una persona come Paolo, leale, corretta, onesta, intelligente,
ironica, puntuale, posata, su cui contare ciecamente e nei cui confronti
non c’era mai da sentirsi in debito o in credito. Il vuoto c’è e sarà
incolmabile, con tutto il rispetto che porto ad altri amici,
non ho trovato nessuno con cui ci fosse un rapporto di stima reciproca
e di totale affidamento come con lui. Altri hanno altre qualità, che
non vanno sminuite, ma questo pregio credo che nessuno possa disconoscerlo
a Paolo né sentirsi a sua volta sminuito, ognuno è fatto a suo
modo e da tutti e a tutti ci sono cose diverse da prendere o dare.
Tuttavia con Paolo mi sono abituato a lunghe assenze a periodi senza
sentirci perché i nostri impegni ci hanno portato distanti,
e per questo ora non mi dispero se non potrò parlargli direttamente,
perché ciò che Paolo mi ha lasciato mi consentirà sempre di conoscere
i suo pensiero e il suo modo di fare. Nella vita si può sempre fare
a meno delle cose materiali, per cui d’ora in avanti inizia una seconda
fase del rapporto tra me e Paolo, fatto del ricordo del suo modo di
essere e del suo pensiero, che mi accompagnerà sempre come punto di
riferimento anche quando la penserò diversamente. E poi ci sarà l’impegno
per ricordare fattivamente Paolo, attraverso un progetto che mi impegno
fin d’ora a preparare in nome suo, che dovrà durare nel tempo e
per cui chiedo la collaborazione di tutti i musicisti che leggono
queste righe. Dal punto di vista musicale, a Paolo va riconosciuta
una grande preparazione, una tensione al miglioramento continuo e
l’umiltà come riferimento, da non confondere con la falsa modestia
di cui l’ambiente abusa. Paolo è uno dei pochi musicisti che io abbia
conosciuto ad avere una preparazione non solo tecnica ma anche di
cultura musicale ben superiore alla media, alimentata anche condividendo
la mia collezione di dischi ( e non lo scrivo per dire al mondo che
ho tanti dischi, ma perché sono contento che sia servita a qualcosa
di diverso dal bulimico accumulo di materiale), in cambio di serate
passate a cercare di farmi capire quei quattro svisi blues da inserire
nelle parti di tastiera per il gruppo musicale di scalciacani di cui
facevo parte.. Paolo è in grado di trovare il meglio e il buono anche
nella musica più schifosa, oltre che di criticare quando opportuno
certi nomi o generi intoccabili. Paolo non ha pregiudizi se si tratta
di rock, pop, jazz, classica, rnb o cos’ altro. Ma la musica nera
è da sempre il suo riferimento (e come dargli torto) . Come vedete
continuo a parlare di Paolo al presente, perché per tutti noi “Paul
is live” , come chiameremo il progetto in suo onore. E chi crede che
Paolo sia morto, bè, sbaglia. Non è così, se lo vogliamo tutti, amigos.
Perché quello che Paolo ha lasciato non è una bella faccia o delle
belle parole o della bella musica. E’ un riferimento costante per
tutti quelli che lo hanno conosciuto bene. E non hanno bisogno di
parlargli ogni minuto per capirlo. Ora basta, lasciamolo andare: si
sta già rompendo le palle a sentire tanta attenzione, è impegnato,
ha da fare: come diceva Jackson Browne:
“You’ve got another town along the road…”
Brocks, a nome di tutti gli amici dai tempi del liceo...(almeno
spero di scrivere a nome di tutti…se poi qualcuno voleva fare della
retorica lacrimevole faccia pure, se poi Paolo si incazza io vi ho
avvisati. E non c’è niente di peggio di un bravo ragazzo che si incazza,
come mi diceva sempre, guarda caso, Paolo)..
Alessandra Dondero
E' stato davvero bello
cantare Night and Day accompagnata da te, dal tuo stupendo sound..
Ciao Paolo..
Alessandra Dondero (SV)
I Carpenedoli
Ci uniamo al dolore della
famiglia, della fidanzata, dei parenti tutti. Come gruppo fans club
di Brescia, non abbiamo avuto modo di conoscere personalmente e approfonditamente
Paolo. Ma per noi le Custodie Cautelari sono sempre state una sorta
di "famiglia allargata". Abbiamo condiviso con loro i momenti
belli; ora condividiamo con loro questo tragico lutto. Ciao Paolo, di
certo in cielo c'è una band che cerca un tastierista...
Gruppo Fans Club Carpenedolo (BS - VR)
Stefano, Claudio,Davide,Anna,Alberto,Alberto,Enrico,Matteo,Angelo,Adelina,Guglielmo,
Manuela,Sergio,Massimo,Sandra,Alessandro,Claudio,Paola,Mario, Massimo,Sabrina....
(mi scusos e ho scordato qualcuno)
Vi siamo vicini.
Antonio Capuano
Poche righe per condividere
con voi l'amarezza per una scomparsa così tragica. Ho conosciuto prima
la bellezza e la poesia della musica e poi il suo autore, il caro Paolo.
Al Concorso Scrivere in Jazz di Sassari del Settembre scorso, Paolo
non era presente per impegni di lavoro. La sua "Lullaby for Sam"
già mi aveva colpito durante le prove prima della finale per la limpidezza
dell'impianto formale e le qualità dell'orchestrazione e dello sviluppo
tematico. Avrei voluto conoscere di persona l'autore di quella tenera
Ninna-Nanna dedicata al nipotino. Nei giorni seguenti al concorso ebbi
il piacere di entrare in contatto via e-mail con Paolo e di scambiare
con lui le riflessioni sul Concorso e sulla musica in generale. E, affascinato
ancora dalle note della sua composizione, gli chiesi di poter visionare
la sua partitura. Con rara e squisita cordialità me ne inviò subito
una copia. Purtroppo non ho fatto in tempo a dirgli ancora quanto quella
sua "Lullaby for Sam" fosse bella ... Il ricordo della sua
breve e gentile amicizia sarà per sempre legato alle note della sua
musica e al talento sapiente che la rendevano arte finissima,
Ciao Paolo
Antonio Capuano
Compositore-Arrangiatore
Andrea Daniele
La divisione per sempre
Sono venuto e
ti ho guardato per l’ultima volta
in quella fredda stanza.
Tu sei andato nel cammino sicuro
in un futuro senza di noi.
Sulla mia faccia sono scivolate
le lacrime
e tu ancora di più scomparivi.
Le tue labbra volevano dire qualcosa
… però si sono fermate
per sempre!
Ciao Paolo, ci conosciamo da molti anni, ma oggi mi dispiace tantissimo
di non aver mai approfondito la nostra amicizia.
Grazie
Roger Nussi
Buongiorno(se così si
può dire!),
non so chi leggerà queste parole.......è con grande dispiacere che
mi accingo a esprimere il mio cordoglio alla famiglia di Paolo, lo conobbi
poco più di 2 anni fa in termini lavorativi, sempre molto gentilmente
all'inizio mi chiamava come fanno molti musicisti per cercare lavoro
in questo ambiente così DURO........... non c'e' mai stato modo per
me d'approfondire la sua conoscenza però per quelle poche volte che
l'avevo visto e sentito suonare, beh, era veramente in gamba! Ciò che
aveva trovato con "LE CUSTODIE" era sicuramente ciò che
si meritava data la loro bravura e professionalità.......... ma la vita
non segue logica e allora non mi resta che augurargli pace e amore e
mie sentite condoglianze a tutte le persone che lo hanno amato e che
sicuramente non lo dimenticheranno me compreso!
Ciao
ROGER NUSSI Heavy Show
Andrea Girbaudo
Ho conosciuto Paolo Perduca
due anni fa...quando entrambi ci siamo iscritti al corso di jazz al
conservatorio di Alessandria...e siamo diventati subito amici...gli
stessi interessi..gli stessi discorsi...la musica..il confrontare i
propri lavori... Io sono stato il primo tastierista del gruppo dove
suonava Paolo..e gli chiedevo spesso di come andavano i concerti..di
salutarmi le persone con cui avevo lavorato più di dieci anni fa.. Ricordo
la sua disponibilità, la sua calma e la sua pazienza...oltre alla sua
innata bravura musicale. E' sempre difficile trovare le parole adatte
per esprimere il profondo dolore che ti invade quando ci lascia una
persona così vicina... Il vuoto assoluto nel pensare che poche ore prima
era su un palco a far divertire la gente..a lavorare per una cosa in
cui credeva, in cui credo anch'io...la MUSICA nel suo più alto significato,
sì perché secondo me Paolo era così che la intendeva. Il nostro, purtroppo,
è un lavoro che ha risvolti ingrati...la stanchezza e la fretta a volte
possono giocare pesanti ruoli...specialmente se le serate sono tante
e il tempo per riposarsi è poco... Perdere la vita a soli 31 anni è
una cosa inaccettabile, incomprensibile e sconvolgente. Il dolore e
il senso di impotenza è veramente indescrivibile.
Ciao Paolo
Abbiamo perso una grande persona e la musica un grande talento.
Andrea Girbaudo
Marina Marauda
...non so a beneficio
di chi scrivo queste parole, forse per quel ragazzo che mi ha rasserenato
il cuore ogni volta che abbiamo suonato insieme (troppo poche!)...forse
per il sorriso di quella ragazza così perfetta per lui(tieni duro Sabrina!)...forse
per me, per non smettere di pensarlo, di sentire la sua voce, la prima
cosa che mi è venuta in mente appena saputo della sua....................................arg!
groar! il dolore è troppo forte! come posso ammettere a me stessa che
quell'uomo così sensibile, dolce, professionale, quel musicista sopraffino,
musicista fino al midollo, ma maturo e equilibrato abbastanza da non
permettere che questo lo trasformassein un folle egoista; come è successo
per tanti geni come lui.....come posso credere che quell'uomo non c'è
più?!?!....mi sono "ritirata" dalla tua vita un anno fa(circa..)quando
ti ho sentito al telefono e il tuo tono mi ha riempita di gioia e ammirazione,
eri felice e pieno di ottime prospettive per il futuro, questo gruppo
era davvero il tuo trampolino di lancio e tu sentivi di aver trovato
la strada giusta....non aveva senso continuare a tediarti con i problemi
della mia piccola scuola di paese e con le mie piccole serate con piccoli
cachet in localini senza neanche un palco e un impianto rappezzato...non
aveva senso legarti una zavorra ai piedi ora che avevi spiccando il
volo........se solo avessi saputo come andava a finire! porca di quella
merda impestata!
Ti voglio bene piccolo grande uomo!
Anche se non te l'ho mai detto, anche se sono stata tanto senza farmi
sentire, ti ho sempre pensato e ho sempre fatto il tifo per te!
Grazie x sempre!
Ciao
Marina(una che ha avuto la fortuna di cantare con lui)
A. B.
Caro Paolo,
in occasione dei tuoi 18 anni, insieme con un amico, ti regalai un
"piffero di legno" (non saprei definire quello strano strumento musicale
in modo diverso); ci sembrava che, per te, un "attrezzo" per la musica
potesse essere un dono gradito, non ci eravamo sbagliati, la musica è
diventata la pietra angolare della tua vita.
Parlare di te, di Paolo Perduca, ha sempre voluto dire parlare di Musica,
ma oggi mi accorgo che ha voluto dire anche parlare di un'infinita
dolcezza, di una grande intelligenza, di una raffinata sensibilità.
Con la Musica, con la tua Musica (ti ricordi i video di Mario Patri e
dell'alluvione) continuerai a volarci intorno col tuo fare leggero, ma
incisivo come le tue lunghe dita su quei meravigliosi, maledetti tasti
bianchi e neri.
Ciao Paolo
A. B.
Comitato Amici di William
Come tutti quelli che hanno scritto un ricordo per Paolo su questo sito
anche noi siamo rimasti attoniti e molto colpiti dalla sua improvvisa e
prematura scomparsa. Probabilmente noi del Comitato Amici di William non
conoscevamo bene Paolo come la maggior parte di coloro che condividevano
con lui giornate, lavoro e progetti ma sicuramente tutti i ricordi e i
pensieri che abbiamo letto ci hanno aiutato a conoscerlo meglio e ad
apprezzare le sue doti sia umane che artistiche.
Noi abbiamo avuto modo di conoscere meglio Paolo e le Custodie Cautelari
in occasione della serata di beneficenza "Una notte per William" da noi
organizzata al Pierrot di Sarmato il 2 Marzo scorso a favore di William.
Tra i gruppi musicali che avevamo invitato c'erano appunto anche le
Custodie Cautelari che appena contattati hanno subito risposto con
entusiasmo e disponibilità alla nostra iniziativa dimostrando a tutti che,
oltre ad essere musicisti di talento ed affermati, sono soprattutto
persone sensibili e generose. Ed è proprio così che noi oggi vogliamo
ricordare Paolo salutandolo e ringraziandolo... Sì perché William oggi ha
vinto una delle sue prime battaglie, quella di poter camminare con l'aiuto
di tutori, e questo risultato, merito di persone meravigliose, è in parte
anche suo.
Ciao Paolo...
Elena, Elisa, Stefania, Silvia, Alice, Antonio e William
Dodo Amarena
Ciao Paolo,
un solo aneddoto per ricordare il tuo arrivo nelle Custodie Cautelari (un
anno e mezzo fa!) Eravamo a Venitmiglia, in un ristorantino, e mentre
tutti noi si rideva tu dormivi (come sempre stanco!) su una seggiola a
capo tavola. Bene, non te lo abbiamo mai confessato, ridevamo di te perchè
russavi. Nel giorno del nostro "arrivederci" è stata recitata una poesia
di Montale (il mio preferito) tratta da Ossi di Seppia .... queste due
righe del grande Eugenio ti accompagneranno nel nostro "a rivederci"
"Ciò che di me sapeste
non fu che la scialbatura,
la tonaca che riveste
la nostra umana ventura.
Ed era forse oltre il telo
l'azzurro tranquillo;
vietava il limpido cielo
solo un sigillo.
O vero c'era il falòtico
mutarsi della mia vita,
lo schiudersi d'un'ignita
zolla che mai vedrò.
Restò così questa scorza
la vera mia sostanza;
il fuoco che non si smorza
per me si chiamò: l'ignoranza.
Se un'ombra scorgete, non è
un'ombra - ma quella io sono.
Potessi spiccarla da me,
offrirvela in dono. "
Dodo Amarena
Alessandro Forlani
Caro amico Paolo,
stavo discutendo a tavola circa la morte di Ilenia - una mia carissima
amica perita in un incidente d'auto in lomellina - quando purtroppo
appresi anche della tua tragica scomparsa.
In quell'istante ho rivissuto: il tuo ricordo come mio preferito compagno
di banco nella classe di teoria e solfeggio dell'anno 1989, il cantare
insieme a tuo fratello Egidio nel coro del conservatorio, il ritrovarsi a
sostenere gli esami di compimento inferiore di organo e composizione
organistica (1991), il perdersi di vista per tredici lunghi anni ed ora
apprendere - con il cuore a pezzi - che tu non ci sei più.
Questo tragico evento non ci voleva perchè in tutto questo tempo il
desiderio di chiamarti – anche solo per un semplice "come stai" – a volte
squillava forte nell'animo ma purtroppo la vita frenetica, unita al più
stupido timore nell'arrecare disturbo alla tua famiglia, non lo ha
permesso!
Ora il rimorso di non averti mai più cercato da quel 1991 non perdona
poiché tante erano le vicende da raccontarti magari al tavolo di un bar o
di una pizzeria.
Musicalmente parlando, hai sempre dimostrato la padronanza della tecnica
unita a quella grande versatilità verso la predisposizione all'esibizione
Live: il tutto senza minimamente sfoggiare quel comportamento da prima
donna il quale ridicolizza la figura del distinto organista!
Resterà indelebile nella memoria quella partita a scala quaranta giocata
durante la snervante attesa onde sapere se potevamo concederci le vacanze
(oppure pensare alle ripetizioni durante l'estate) come del resto quel
libro di esercizi che piazzavamo in mezzo a noi solfeggiando in due.
Ma nelle vie del cuore rimarrà incancellabile la tua gentilezza, la tua
disponibilità a studiare insieme (persino nei corridoi del conservatorio),
la tua semplicità e la tua spensieratezza negli studi che immancabilmente
ti portavano a conseguire felici trofei scolastici.
Paolo: per me non eri solo un bravissimo compagno di banco ma anche un
grande amico che talvolta mi prendevi a spintoni quando ti paventavo le
mie stupide paure circa un'eventuale rischio di rimanere bocciato agli
esami di solfeggio e di organo.
Ti ricordo ragazzino quando tua madre Giovanna ti accompagnava alla tua
primissima lezione di solfeggio raccomandandosi - come di prassi - nello
studiare con profitto.
Piolo (come scherzosamente ti si chiamava a scuola) rimarrai sempre
indelebile nella mia memoria, nelle mie preghiere, nella mia musica e
soprattutto nella mia mente andando a prendere il posto che ti spetta
insieme ad altri cari miei amici ormai scomparsi: tra i quali la carissima
Ilenia.
Ho visto le tue ultime immagini di vita su Internet ed ho notato che dal
"piccolo professore" che eri hai cambiato aspetto diventando uomo: una
specie di divo vestito da motociclista, pur conservando come "tappeto"
quell'espressione dell'affettuoso ragazzino che sei sempre stato.
Ho notato con piacere che anche tu ti sei fidanzato e questo mi ha
riempito il cuore di gioia poichè non c'è cosa più grande dell'amore che
si prova per la propria amata.
Complimenti per la tua fidanzata davvero carina: te la sei proprio
meritata! Un bel sorriso molto solare e spontaneo che non dovrà per
nessuna ragione spegnersi neanche davanti alla tua tragica scomparsa e per
questa ragione - anche se non la conosco – mi permetterò di estenderle il
mio cordoglio anche a nome della mia famiglia e di Claudia (la mia
fidanzata)!
Stesso discorso vale anche per tutte quelle care persone che hanno suonato
con te, per tutti quelli che - come me - ti hanno stimato e per i
componenti del gruppo Custodie Cautelari che in quella Cattedrale hanno
interpretato un gran brano che ha reso il momento particolarmente
toccante.
Ma più che tutto il più vivo cordoglio va ai tuoi familiari che in questo
momento ti piangono e si stanno preparando a fare in conti con la tua
assenza su questa vita: ho infatti provveduto a scrivere loro una lettera
che spero possa risultare strumento di conforto e coraggio!
Che questo mio scritto serva a ribadire che in questo cuore emozionato che
batte – forse un tempo di Take Five – tu caro amico Paolo non sei mai
morto e certamente non morirai mai!
Quei tredici anni ci hanno separato fisicamente ma non amichevolmente
poichè non si cancelleranno mai i sentimenti benevoli che nutrivo e che
nutro tuttora per te!
Ti ricorderò sempre!
Il tuo compagno di banco m° ALESSANDRO FORLANI.
Luigi Pilone Compagno d'arme
Caro Paolo
quattro anni sono trascorsi da quando, con il tuo rassicurante sorriso
dirigevi il coro della Brigata Alpina Taurinense.Quattro anni dai
concerti, dalle mangiate, dalle bevute, dalle incazzature varie ma
sopratutto dalle grandi risate. Quattro anni da quando mi hai passato la
"Stecca" del direttore nel quale mi sono ritrovato tuo emule senza
d'altronde poter minimamente competere con il tuo talento. Grazie alla tua
arguzia, alla tua autoironia, al tuo spirito critico mai volgare abbiamo
trovato in te un modello ed una guida insostituibile. Ci hai lasciato, ma
è rimasto tanto di te e ciò che è rimasto è splendido. La sfida che voglio
affrontare è la tua filosofia di vita, dare il giusto peso alle
situazione, un cuore che ha tanto
da dire e che dice tanto ha chi ha la capacità di ascoltare, rinunciare ai
luoghi comuni per guardare più in là, il saper ascoltare senza giudicare
frettolosamente, scostarsi dall'apparenza per inseguire i propri sogni.
Ciò che mi hai dato non andrà perso, sei stato sei e sarai un punto di
riferimento, una persona squisita della quale nulla si può dire di male.
Ti voglio bene
Luigi
"Il Principe"
nel coro degli alpini
Oh Duca, Oh Diaö come direbbe Ivaldo.... il giorno del tuo congedo io
piangevo come un bambino e tu mi prendevi in giro.... dicendomi smettila
di piangere, devi essere contento che me ne vado non ti preoccupare ci
rivedremo poi...... da te in Ossola o a Torino, ed io continuavo a
piangere. Dopo quel giorno ci siamo rivisti solo una volta, un po’ per
colpa mia, un po’ per colpa dei tuoi tanti impegni, ed un po’ perché noi
tutti siamo convinti che c’è sempre tempo. Noi del coro, ti vogliamo bene,
sei stato il nostro leader, un leader che non aveva bisogno di alzare la
voce, un vero punto di riferimento. Quando martedì ci siamo ritrovati, mi
sembrava di partecipare ad un film, era tutto surreale, è stato
incredibile, mi venivano in mente mille scene passate insieme, dal mio
arrivo, al mio primo concerto proprio nella tua città, a S.Remo, Brunico,
le cene, le prove, le ghignate, a quando poco prima di un concerto dal
palco sono riuscito a martellare 4 ragazze, e da una di loro ti ho fatto
chiamare “occhi blu...Paolo....Occhi blu” e tu che eri diventato rosso
dalla vergogna, e poi ad altri mille episodi. Noi dieci amici di nuovo
tutti insieme, ma non per ridere, scherzare, mangiare e cantare come al
solito, ma per rendere omaggio al nostro leader, al nostro DUCA. Grazie
per tutto quello che hai fatto per me e noi tutti in quei pochi mesi, che
è vero.... in una vita sono poca cosa, ma hai lasciato un segno
indelebile, un segno che custodiremo gelosamente nei nostri cuori per
sempre.
Ciao Duca
Il Principe
Francesco Bianchi
Ho finito le lacrime....è finita anche la mia gioventu'.
Noi si che eravamo speciali, quattro fratelli. Ricordo ancora quella prima
data, come si chiamava il paese...Rivanazzano??...boh c'era anche il tuo
babbo che ci faceva il sax ne "la fetta di limone di Jannacci"...
Ricordo...quelle notti a casa a Sancri a provare...anche quella volta che
ci eravamo fermati fuori a guardare le stelle....e Ale che si era
presentato due giorni in ritardo???
Quanti anni.... quasi tutti i nostri 20 anni....e poi giu' a diventare
uomini.
Pssss...Paolo...ti ricordi...quella volta a Bergamo....non riesco a non
pensarci....non riesco a non pensarti...che vuoto...che vuoto incredibile
che mi hai lasciato...siamo stati tanto insieme...anche con Egi....quanto
mi dispiace Egidio.......vi voglio bene...............
Francesco
Patrizia Rivera
Caro Paolo,
dal giorno in cui ci hai lasciato il mio pensiero quotidiano ricorre
sempre a te.
Non ti parlerò di musica, lo hanno già fatto in tanti, so che eri un bravo
artista...
Ricordo invece con tenerezza quel giorno ad Albissola, quando sei venuto
in mio aiuto per aprire la porta di casa forzata dai ladri. Io angosciata
sul pianerottolo con Luca e Greta piccoli e tu a tranquillizzarmi e ad
adoperarti per trovare una soluzione.
Era domenica, non si sapeva chi chiamare...
"Non preoccuparti" mi dicevi, "vado nell'officina del nonno prendo qualche
attrezzo e sistemiamo tutto". Avevi solo 17 anni, un ragazzino, ma già
responsabile, gentile, premuroso ed hai dedicato la tua domenica ad
aiutarci mentre gli "adulti" del palazzo ci ignoravano.
Non ti dimenticherò caro Paolo, la tua tenerezza, il tuo altruismo, la tua
disponibilità devono essere un esempio per tutti quei ragazzi che non
conoscono l'importanza dei valori umani.
Sono vicina con il pensiero e con il cuore ai tuoi genitori nel loro
immenso dolore e li ammiro per avere saputo crescere ed educare un figlio
stupendo come te.
Un forte abbraccio
Patrizia
Laura Angeleri
Ciao Paolo!
Ho letto le tante testimonianze di amore, di affetto, di disperazione che
ti sono state lasciate sul sito...ho letto il bel ricordo del brocks,
parole schiette e dirette, che mi hanno fatto capire che anch'io non ti
avevo ancora salutato direttamente, avevo pesato a te, parlato di te, ma
mai parlato con te. Hai ascoltato i miei ripensamenti, i miei dubbi
esistenziali, ci siamo presi in giro migliaia di volte per quello che
stavamo facendo insieme, chiedendoci il perchè, soprattutto il per chi...però
ti vedevo sempre lì, e migliaia di volte mi sono ripetuta che "se c'eri
tu", se ti adattavi tu, con tutto quello che valevi, potevo a maggior
ragione esserci anch'io, che valevo un decimo di te... l'ultima volta che
ci siamo visti ricordo che eri con sabrina, in via emilia, ci siamo
scambiati poche parole, mi hai chiesto della casa...ti ricordavi i miei
racconti fantozziani del matrimonio...il mio matrimonio, a cui dovevi
venire a suonare e invece mi hai "tirato il pacco", ho scoperto adesso per
quale motivo (hai iniziato allora a suonare con il tuo attuale
gruppo)...sai, devo ancora fare tutte le benedette pratiche del famoso
patentino...non ho il coraggio di porre mano a quelle cassette perchè
sento già la tua voce che mi introduce....leggendo I tanti ricordi dei
tuoi amici più stretti mi sono ricordata che di una canzone che hai
composto per un video artigianale fatto con un po' di amici...il caso ha
voluto che si intitolasse proprio AMICI, e fosse dedicato ad una mia
dolcissima amica, anche lei morta in un indimenticabile 31 dicembre...pensa,
l'avevo completamente dimenticato...e ripensando alla storia il tutto
diventa ancora più tragico...Raccontava
"Molto tempo fa, in Cina c'erano due amici, l'uno molto bravo a suonare
l'arpa e l'altro molto bravo ad ascoltare.
Quando il primo suonava o cantava di una montagna, il secondo diceva:
"vedo la montagna come se l'avessimo davanti". Quando il primo suonava a
proposito di un ruscello, colui che ascoltava prorompeva: "Odo l'acqua che
scorre!"
Ma quello che ascoltava si ammalò e morì. Il primo amico tagliò le corde
della sua arpa e non suonò mai più. Da allora tagliare le corde dell'arpa
è sempre stato un segno di grande amicizia" Da 101 Storie Zen
Ti ho ammirato sempre tanto.
Un abbraccio enorme, a te e a tutti quelli che ti hanno conosciuto.
Laura
Fabio Rinaldi compagno d'università
Ho appreso della morte di Paolo solo il giorno 19 di
novembre. Vi assicuro che è stata una mazzata. Credo di scrivere a nome di
tutti o quasi gli studenti e il personale universitario che l’ha
conosciuto e potuto apprezzare. Pochi probabilmente conoscono il suo
profilo di studente universitario, cosa che riusciva tra diecimila impegni
a portare comunque avanti. Devo ammettere che il Paolo che suonava con le
Custodie era completamente diverso da quello che ho avuto modo di
conoscere prima. Sembrava una persona che fa quello che vuole fare, che si
è realizzata. Era davvero ENTUSIASTA. E di questo dobbiamo tutti
felicitarci, perché Paolo anche all’Università era una persona allegra,
esattamente come la descrivono compagni d’arme, di gruppo e amici. E per
questo dico alla famiglia di pensare che anche lui vorrebbe che fossimo
felici. Dicono che per ogni anima che va in Paradiso ci sia una grande
festa in cielo. E alla sua mi sa che hanno suonato proprio tutti. La
grande band di lassù ha trovato un elemento in più. In questa tragica fine
dobbiamo tutti trarre un insegnamento: Paolo ci ha insegnato che il mix di
ottimismo, professionalità e simpatia porta a risultati eccellenti nel
lavoro e nella vita. Alla luce di questo non meraviglia il fatto che Dio
se lo sia preso così presto. Anche Lui ha bisogno di uno come il nostro
amico.
Ho soltanto una cosa da dirti, Paolo: tienimi il
posto, proprio come facevo io a lezione di spagnolo con te. Nunca te
olvidaremos, Hombre De La Clase.
Antonio Nannipieri
commilitone
Ho fatto il CAR del militare a Merano insieme a Paolo. Eravamo gli unici 26enni del plotone e stringemmo amicizia. Poi ci separammo, ma non l'ho mai dimenticato. Mi regalò anche un CD con la sua musica (solo cover, se non sbaglio, in quel CD), in cui si sentiva la qualità professionale, nettamente superiore alla media delle demo che, come addetto stampa musicale, ero allora abituato ad ascoltare.
Cene e passeggiate al parco di Merano. Poco tempo, ma che bastò a far emergere una di quelle affinità caratteriali profonde, di cui poi non ti dimentichi. Quante volte ho pensato di chiamarlo, ma poi sai come succede...
Appena "guarito" dal cancro (io), navigando per caso sulla rete (alla ricerca di un vecchio video di "Alzati la gonna") mi imbatto per "serendipity" in questa notizia della sua scomparsa prematura. Come se non fosse bastata l'esperienza del cancro ad insegnarmi quanto siamo fragili di fronte alle onde del destino, ho così un'ulteriore triste conferma.
Ma questa iniziativa, questa pagina in sua memoria, è un bel gesto. Non fine a se stesso, ma qualcosa che rinforza la visione della vita che sempre il cancro mi ha insegnato. Farò vivere Paolo non solo nei miei ricordi, ma mettendo in pratica quello che Paolo nella nostra breve conoscenza fece in tempo ad insegnarmi: grande serenità ed indulgenza verso gli altri, che non è debolezza ma grandissima forza.
Un saluto a Paolo. Un saluto ai suoi amici. Un saluto ai suoi cari.
Antonio Nannipieri
Matteo Pellegrinuzzi
L'ho incontrato per caso, l'ho veduto una volta sola. Condividemmo il tavolo della mensa universitaria insieme all'amico comune Fabio.
Non so perché, ma mi ha colpito: per me era uno dei tanti studenti universitari che si incrociano negli anni accademici, ma appena cominciato a chiacchierare, ho capito che c'era qualcosa di più in lui e che lo avrebbe fatto andare lontano.
E fa male dirlo. Più di un anno è passato da quando ho saputo dall'amico Fabio della sua morte e, anche se lo avevo incontrato una sola volta, me lo ricordavo bene, come lo ricordo tuttora.
Con commozione ho udito il ricordo di Ettore a Video Italia, lo scorso 15 febbraio.
Con commozione ricordo quel giorno che più tornerà.